OpenAI afferma di aver risolto Navier–Stokes con 10.000 agenti IA
Un modello interno più potente di GPT-6 Astra avrebbe dimostrato in 88 ore che le equazioni dei fluidi possono "esplodere": un annuncio vertiginoso quanto la corsa che lo ha scatenato.

In breve
OpenAI pubblica una dimostrazione, generata da un sistema interno di agenti, che stabilisce che un fluido 3D incomprimibile, inizialmente a riposo e soggetto a una forza liscia, può sviluppare una singolarità in tempo finito. Ciò risolverebbe in senso negativo uno dei sette problemi del millennio del Clay Institute, con tanto di formalizzazione in Lean a supporto. L'azienda non rivendica il premio e presenta il risultato come un segnale sulla velocità dei progressi dell'IA.
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Da 90 anni i matematici si chiedono se l'acqua possa, in teoria, mettersi a girare infinitamente veloce. OpenAI ha scatenato 10.000 IA sulla questione per un lungo weekend, e la risposta è sì: un vortice che si allunga come uno spaghetto fino a far saltare le equazioni. Il bello è che tutto è partito da una voce secondo cui Anthropic ci era arrivata prima, il che rende il più grande progresso matematico del secolo, tecnicamente, una storia di gelosia tra vicini di pianerottolo. Se confermato, la domanda non è più se l'IA fa matematica, ma quanto tempo resta ai matematici per rileggere.
Da ricordare
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OpenAI afferma di aver dimostrato che un fluido 3D incomprimibile, partito dal riposo con una forza esterna liscia ed energia finita, può vedere la sua velocità divergere in tempo finito, stabilendo gli enunciati "C" e "D" della formulazione ufficiale del Clay Institute.
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La soluzione prende la forma di un vortice che spiraleggia verso l'interno e si allunga "come uno spaghetto", con la regione centrale che si restringe e accelera mantenendo un'energia finita.
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La dimostrazione proviene da un modello interno in addestramento dal 28 agosto, descritto come "significativamente più capace di GPT-6 Astra".
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Il gruppo che ha trovato la soluzione contava circa 10.000 agenti simultanei; la risoluzione è arrivata il 5 settembre, circa 88 ore dopo il lancio, seguita da 17 ore di formalizzazione Lean tramite GPT-6 Astra.
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Nel frattempo, il sistema ha risolto il problema dell'esplosione per le equazioni di Eulero senza forzatura, con quasi 100 agenti in circa 50 ore, il che ha orientato lo sforzo verso Navier–Stokes.
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L'operazione è stata avviata dopo una voce legata a Levent Alpöge (Anthropic) e Tristan Buckmaster (NYU), che in realtà avevano risolto il problema di Eulero con forzatura; OpenAI riconosce loro la priorità su questo punto.
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Costo complessivo: 4,9 milioni di messaggi e circa 300 miliardi di token di output, di cui 2,7 milioni di messaggi e 130 miliardi di token solo per Navier–Stokes.
Un problema vecchio di 90 anni
Le equazioni di Navier–Stokes applicano la seconda legge di Newton ai fluidi, trattati come un mezzo continuo anziché come un insieme di molecole. Servono a progettare aerei, prevedere il meteo o studiare la circolazione sanguigna.
La domanda aperta: un fluido 3D incomprimibile, partito da un movimento perfettamente liscio, può sviluppare una "singolarità", cioè velocità che crescono senza limite in un tempo finito, nonostante la viscosità tenda a smussare tutto?
Jean Leray dimostrò nel 1934 l'esistenza di soluzioni in senso generalizzato, senza poter garantire che restassero lisce. Nel 2000, il Clay Mathematics Institute ne ha fatto uno dei suoi sette problemi del millennio.
Il risultato: sì, le equazioni possono rompersi
Secondo OpenAI, il suo sistema ha prodotto una dimostrazione analitica e una formalizzazione in Lean che mostrano come un fluido inizialmente a riposo, soggetto a una forza liscia e con energia finita conservata, possa formare una singolarità in tempo finito. Si tratta quindi di una confutazione della regolarità globale, corrispondente agli enunciati "C" e "D" del Clay.
La costruzione si basa su un vortice che spiraleggia verso l'interno allungandosi. Tutta la difficoltà sta nel fatto che l'esplosione nasca dalla dinamica stessa del fluido, e non da una forza infinita iniettata a mano.
In concreto, accelerazione, gradienti di pressione, trasferimento di quantità di moto e viscosità devono diventare tutti enormi compensandosi con precisione, in modo che la forza esterna resti liscia mentre la velocità diverge.
Il metodo: un'armata di agenti e un weekend
Il 1° settembre circolano voci sulla risoluzione di due problemi del millennio. OpenAI lancia allora il suo nuovo modello interno su tutti i problemi del millennio ancora aperti, più alcuni altri problemi ad alto impatto.
Il dispositivo: gruppi di agenti coordinati, con accesso a una versione in cache di internet e all'esecuzione di codice, ogni gruppo ricevendo una variante diversa dell'enunciato (dimostrazione tramite "A" e "B", confutazione tramite "C" e "D").
Una sorpresa arriva da un problema ritenuto "più facile": l'esplosione per Eulero senza viscosità né forzatura, risolta da quasi 100 agenti in circa 50 ore. OpenAI riassegna allora le risorse a Navier–Stokes, alimenta gli agenti con questo risultato, aggiorna il modello in corso d'opera e usa Codex per incrociare le migliori idee tra i gruppi.
La risoluzione arriva sabato 5 settembre, circa 88 ore dopo il lancio. La verifica in Lean richiede altre 17 ore con GPT-6 Astra.
La corsa con Anthropic
La voce iniziale riguardava Levent Alpöge, dipendente di Anthropic, e Tristan Buckmaster, professore alla NYU. Credendo che detenessero anche una soluzione di Navier–Stokes, OpenAI li contatta il 6 settembre per proporre un annuncio congiunto.
Risulta che avevano risolto, con un modello interno di Anthropic, il problema di Eulero con forzatura. OpenAI riconosce la loro priorità su questo risultato e sottolinea che la propria dimostrazione di Eulero, senza forzatura, è diversa.
Punto notevole: OpenAI dichiara di aver indagato e confermato che i prompt Codex di Buckmaster dei due mesi precedenti non hanno potuto influenzare in alcun modo il proprio sistema, nemmeno tramite l'addestramento, e che nessun dato utente è stato consultato.
Il messaggio dietro l'annuncio
OpenAI precisa di non voler rivendicare il premio del millennio. L'obiettivo dichiarato è informare il mondo sul ritmo dei progressi dell'IA e su cosa aspettarsi dai prossimi modelli.
L'azienda parla di un "nuovo periodo" dei progressi dell'IA e indica di voler capire questo modello prima di andare oltre, anche a costo di fare scelte più deliberate sul ritmo degli avanzamenti.
“The solution is a vortex, a spinning swirl of fluid, that spirals inward and gets increasingly elongated, like spaghetti.”
“We do not intend to claim the Millennium Prize for this result.”
“This is not a culmination, but rather a snapshot in time, of progress on AI development.”
Perché conta
Se la dimostrazione regge, si tratta di una svolta storica: per la prima volta, un sistema di IA avrebbe risolto un problema del millennio, e in pochi giorni anziché in decenni. La formalizzazione Lean è l'argomento più solido del dossier, perché rende la verifica meccanica, ma non dispensa la comunità dal verificare che l'enunciato formalizzato corrisponda esattamente alla formulazione del Clay; è lì che si giocherà la credibilità del risultato. Il racconto stesso è rivelatore: una corsa lanciata su una voce riguardante un concorrente, risorse colossali (300 miliardi di token, 10.000 agenti simultanei) mobilitate in un weekend, e un paragrafo difensivo sui prompt Codex di un ricercatore rivale che da solo solleva interrogativi sul confine tra dati dei clienti e R&S. Infine, il tono prudente della conclusione sul "ritmo" dei progressi suona tanto come un avvertimento quanto come una dimostrazione di forza: un modello ancora in fase di addestramento che fa questo preoccupa almeno quanto impressiona.
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