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Project Meridian: il Pentagono ordina la sua mappa delle guerre future

In un memo di una pagina, il segretario alla Guerra affida al suo CTO Emil Michael 120 giorni per stabilire quali tecnologie, dall'IA all'energia diretta, decideranno i prossimi conflitti.

Project Meridian: il Pentagono ordina la sua mappa delle guerre future
Fonte : Secretary of War, U.S. Department of War · media.defense.govVedi l'originale ↗

Chi ne parla

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In breve

Il 30 settembre 2026, il segretario alla Guerra statunitense ha ordinato il lancio di Project Meridian: The Future of Warfare. Guidato dal CTO del dipartimento, Emil Michael, e affidato a un'organizzazione partner esterna, il progetto deve mappare i futuri campi di battaglia, individuare le lacune capacitive e proporre soluzioni concrete. Le conclusioni sono attese entro il 28 gennaio 2027.

🍺 Versione da bancone

Il Pentagono ha preso una decisione audace: riflettere sulla guerra di domani prima che scoppi. Affida quindi a boss della tech, investitori ed esperti quattro mesi per dire quali armi servirà avere, un po' come chiedere a un comitato di agenti immobiliari dove bisognerà vivere nel 2050. Il memo cita IA, robot, laser e biotech nella stessa frase, il che dà un'idea piuttosto precisa dell'atmosfera. La cosa importante è che la Silicon Valley non sarà più solo fornitrice dell'esercito: aiuterà anche a scrivere l'ordine.

Da ricordare

  1. 1

    Il memo, datato 30 settembre 2026 e proveniente dall'ufficio del segretario alla Guerra, è indirizzato ai vertici del Pentagono, ai comandanti dei comandi combattenti e ai direttori delle agenzie della difesa.

  2. 2

    Il Chief Technology Officer del Department of War, Emil Michael, è incaricato di commissionare Project Meridian tramite un'«organizzazione partner» il cui nome non viene specificato.

  3. 3

    Il progetto deve studiare i futuri campi di battaglia, individuare le armi e le tecnologie necessarie per dominarli, e proporre soluzioni per svilupparle, testarle e implementarle.

  4. 4

    Cinque settori sono citati esplicitamente: intelligenza artificiale, autonomia, energia diretta, robotica e biotecnologia.

  5. 5

    Meridian si baserà su profili esterni al Pentagono: tecnologi, innovatori, dirigenti d'azienda, decisori politici ed esperti di sicurezza nazionale.

  6. 6

    I lavori si inseriscono negli obiettivi della 2026 National Security Science and Technology Strategy, e il Joint Staff come tutte le forze armate devono collegarvi le proprie ricerche.

  7. 7

    Il rapporto finale è atteso entro 120 giorni, ossia al più tardi il 28 gennaio 2027.

Un memo breve, un mandato ampio

Il documento occupa una sola pagina. Porta l'intestazione del «Secretary of War», titolo adottato dall'amministrazione Trump per il capo del Pentagono, ed è firmato con le iniziali «PBH».

Si apre con un'autocompiacenza: gli Stati Uniti avrebbero «l'esercito più forte, più letale e più capace del mondo». Tre operazioni sono citate come esempio, MIDNIGHT HAMMER, ABSOLUTE RESOLVE e EPIC FURY, per illustrare sia il coraggio delle truppe sia la «superiorità tecnologica» americana.

Il testo passa subito all'avvertimento: il dipartimento «non deve dare per scontati» i suoi vantaggi attuali.

La diagnosi: un cambiamento nella natura della guerra

Il memo individua «rapidi progressi» in intelligenza artificiale, autonomia, energia diretta, robotica e biotecnologia. L'IA è in cima alla lista, il che non è casuale.

L'idea centrale si riassume in una frase: la combinazione di nuovi domini, nuovi modi di combattere e rotture tecnologiche «modificherà profondamente il carattere della guerra».

La conclusione è assunta senza mezzi termini: per mantenere una «dominazione globale», occorre anticipare i futuri ambienti operativi e costruire fin da ora gli strumenti per dominarli.

Cosa deve produrre Meridian

Il mandato affidato a Emil Michael comprende tre parti: studiare i campi di battaglia di domani, individuare le armi e le tecnologie che i combattenti dovranno padroneggiare, e proporre soluzioni «attuabili» per svilupparle, testarle e implementarle.

L'obiettivo dichiarato è l'«overmatch», ossia una netta superiorità su qualsiasi avversario, «per il XXI secolo e oltre».

Il Joint Staff e tutte le forze armate sono invitati a tenersi pronti a collegare i propri lavori prospettici a Meridian, che diventa così potenzialmente un punto di convergenza della R&S militare.

Un progetto aperto verso l'esterno

Meridian non sarà condotto internamente: passa attraverso un'organizzazione partner, non nominata nel documento.

Dovrà coinvolgere «tecnologi di primo piano», innovatori, dirigenti d'azienda, decisori politici ed esperti di sicurezza nazionale. Il testo parla di «prospettive critiche provenienti dall'esterno del Pentagono».

Il quadro di riferimento è la 2026 National Security Science and Technology Strategy, di cui Meridian deve servire gli obiettivi.

Un calendario serrato

Le conclusioni e raccomandazioni finali devono essere consegnate all'ufficio del segretario entro 120 giorni dall'annuncio, ovvero entro il 28 gennaio 2027.

Nella versione scansionata, due espressioni sono sottolineate a mano: «The Future of Warfare» e «120 days». Il segnale è chiaro: ambizione e tempistica sono i due punti su cui l'autore ha voluto insistere.

“We are witnessing rapid advances in artificial intelligence, autonomy, directed energy, robotics, biotechnology, among other critical high-tech areas.”
“To maintain global dominance, the United States must anticipate future operational environments and act decisively to develop the tools to dominate in them.”
“Project Meridian's finalized findings and recommendations shall be submitted to my office no later than 120 days after its announcement, or on January 28, 2027.”

Perché conta

Questo memo formalizza un movimento già visibile: la prospettiva militare americana si fa ormai con la tech, e non più solo con gli stati maggiori e i grandi industriali della difesa. Affidare la guida a Emil Michael, ex dirigente di Uber diventato CTO del dipartimento, e aprire la riflessione ai «business leader» significa dare agli attori dell'IA e della robotica un ruolo nella definizione stessa dei bisogni, non solo nel soddisfarli. Due riserve si impongono comunque. Primo, l'organizzazione partner non è nominata: non si sa chi terrà la penna, e quindi quali interessi industriali peseranno sulle raccomandazioni. Secondo, 120 giorni per «mappare la traiettoria della guerra futura» assomiglia più a una tabella di marcia politica che a uno studio approfondito; il rischio è ottenere una lista della spesa travestita da visione strategica. Resta il fatto che l'IA, citata per prima, è esplicitamente posta al centro della dottrina di «dominazione»: per i laboratori e le startup del settore, il messaggio è che il mercato della difesa si strutturerà attorno a queste conclusioni già dall'inizio del 2027.

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#difesa#pentagono#ia#autonomia#geopolitica#stati uniti
Fonte originale
Commissioning of Project Meridian: The Future of Warfare
Secretary of War, U.S. Department of War
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